Per anni è stato considerato una certezza assoluta, un punto di riferimento capace di guidare compagni e tifosi con autorevolezza. Fuori dal campo, però, il percorso di Franco Baresi ha attraversato una fase molto più complessa.
Oggi, giorno del suo decesso, ne viene ripercorsa la carriera ma è inevitabile che la stampa si occupi anche di lati finora più privati, ma molto forti, della sua vita.
Se le sue gesta eroiche sul campo lo hanno consacrato a leggenda del calcio, ci sono altri aspetti che stanno emergendo e che riguardano i problemi finanziari e le tempeste giudiziarie.

Dopo una carriera straordinaria con il Milan e la Nazionale, conclusa nel 1997, l’ex difensore aveva costruito un patrimonio importante grazie agli ingaggi e alle collaborazioni commerciali. Il tentativo di trasformare quei guadagni in nuove attività imprenditoriali, però, non ebbe gli esiti sperati.Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, alcune iniziative nei settori immobiliare e dell’abbigliamento portarono perdite significative. Un passaggio delicato fu il fallimento di Credieuronord, istituto nato nel 2000: secondo quanto riportato dal giornalista Gianni Barbacetto, Baresi fu tra i clienti coinvolti nel tracollo della banca, con rilevanti somme compromesse.
La situazione più delicata arrivò nel 2005, quando il suo nome entrò nelle cronache giudiziarie. Nell’operazione Prestige Cars della Polizia Stradale venne coinvolta anche Maura Lari, all’epoca moglie dell’ex capitano rossonero, nell’ambito di un’inchiesta su presunte truffe e riciclaggio di auto di lusso. Le accuse nei suoi confronti furono contestate dalla difesa.Nello stesso anno Franco Baresi fu chiamato in causa in un’indagine riguardante opere d’arte sottratte a un gallerista torinese, tra cui lavori attribuiti a Lucio Fontana. Per chiudere la vicenda, l’ex calciatore scelse il patteggiamento: tre mesi di reclusione poi trasformati in una multa da 5.900 euro. Negli anni successivi il patrimonio venne ridimensionato, ma il legame con il Milan rimase fortissimo, con il club che gli affidò nuovi incarichi e continuò a considerarlo una delle sue bandiere più importanti.
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